Comitato tecnico amministrativo

Presso ciascun provveditorato interregionale e' istituito il Comitato tecnico amministrativo, di seguito definito Comitato. Il Comitato e' costituito, per la durata di un triennio, con decreto ministeriale da adottarsi entro trenta giorni dalla data di entrata in vigore del regolamento recante la riorganizzazione del Ministero delle infrastrutture e dei Trasporti ed e' cosi' composto, nel rispetto del principio di equilibrio di genere:

  1. Provveditore interregionale con funzioni di Presidente;
  2. Dirigenti degli uffici di livello dirigenziale non generale;
  3. un Avvocato dello Stato designato dalle Avvocature distrettuali rientranti nella competenza territoriale del Provveditorato interregionale;
  4. un rappresentante della Ragioneria provinciale dello Stato;
  5. un rappresentante del Ministero dell'interno;
  6. un rappresentante del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali;
  7. un rappresentante del Ministero del lavoro, salute e politiche sociali;
  8. un rappresentante del Ministero della giustizia;
  9. un rappresentante del Ministero per i beni e le attivita' culturali;
  10. un rappresentante del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare.

Al Comitato di cui al comma 3 possono partecipare, in qualita' di esperti per la trattazione di speciali problemi, studiosi e tecnici anche non appartenenti alle Amministrazioni dello Stato.

Il decreto ministeriale di costituzione del Comitato stabilisce modalita' uniformi di convocazione e deliberazione del Comitato, nonche' criteri di articolazione territoriale per assicurare il rispetto del principio di rappresentativita'. Lo stesso decreto prevede, altresi', la possibilita' di integrare la composizione del Comitato con ulteriori rappresentanti eventualmente necessari in ragione di specifiche esigenze dell'ambito territoriale interessato. La composizione del Comitato puo’ essere altresi’ integrata con ulteriori componenti, anche dipendenti della Pubblica Amministrazione di livello dirigenziale e/o di posizione economica non inferiore all’ area C, per le specifiche esigenze dell’ ambito territoriale interessato, nel limite massimo di cinque unità. L’ integrazione è disposta dal Presidente del Comitato, con provvedimento motivato,per la durata di un anno rinnovabile. I componenti nominati ai sensi di quanto sopra hanno diritto di voto e sono computati ai fini della determinazione del numero legale per la validità delle adunanze.

Ai componenti del Comitato non sono corrisposte indennita', emolumenti o rimborsi spese.

I Comitati sono articolati su base regionale per la trattazione di affari di pertinenza dell’ ambito territoriale interessato. In tale caso il Presidente convoca il Comitato presso la sede centrale del Provveditorato Intrerregionale ovvero presso la sede coordinata, in composizione ristretta,in ragione degli affari da trattare.

Il Comitato e' competente a pronunciarsi:

  1. sui progetti preliminari, definitivi ed esecutivi di opere attribuite alla competenza dei Provveditorati interregionali, da eseguire a cura dello Stato a totale suo carico, nonche' sui progetti definitivi da eseguire da enti pubblici o da privati, quando siano finanziati dallo Stato per almeno il cinquanta per cento comunque per opere per le quali le disposizioni di legge richiedano il parere degli organi, consultivi del Ministero quando l'importo non ecceda i venticinque milioni di euro;
  2. sulle vertenze relative ai lavori attribuiti alla competenza dei Provveditorati interregionali per maggiori oneri o per esonero di penalita' contrattuali e per somme non eccedenti i cinquanta mila euro;
  3. sulle proposte di risoluzione o rescissione di contratti, nonche' sulle determinazioni di nuovi prezzi per opere di importi eccedenti i limiti di competenza del responsabile del procedimento;
  4. sulle perizie di manutenzione annuali e pluriennali di importo eccedenti i limiti di competenza del responsabile del procedimento;
  5. sulla concessione di proroghe superiori a trenta giorni dei termini contrattuali fissati per l'ultimazione dei lavori;
  6. sugli affari di competenza degli organi locali dell'Amministrazione dello Stato e degli enti locali per le quali le disposizioni vigenti richiedano il parere del Comitato;
  7. sugli affari per il quali il Provveditore interregionale ritenga opportuno richiedere il parere del Comitato.

Le adunanze del Comitato sono valide con la presenza di un terzo dei membri di diritto ed i pareri sono validi quando risultano adottati con il voto favorevole della maggioranza assoluta dei presenti all'adunanza.

Tutte le attivita del Comitato Tecnico Amministrativo posso essere consultate in questa sezione

Il 18 ottobre 2018 è divenuta operativa la disposizione di cui all’art. 85 del D.Lgs. 50/2016 che obbliga gli O.E. a presentare il DGUE – Documento di gara unico europeo esclusivamente in forma elettronica e conseguentemente le Stazioni appaltanti ad indicare negli atti di gara il proprio servizio di gestione on-line del DGUE.

Tale disposizione, in combinato disposto con le prescrizioni dell’art. 22  della direttiva comunitaria 2014/24/EU recepita dagli artt. 40 e 52 del D.Lgs 50/2016,  ha determinato  la necessità  di procedere con urgenza all’ informatizzazione del settore gare e contratti della Stazione Unica Appaltante, in considerazione della peculiarità dell’attività svolta ex lege 136/2010 “Piano Straordinario contro le mafie” diretta a rendere incisiva l’attività di prevenzione e contrasto ai tentativi di condizionamento della criminalità, favorendo nel contempo la celerità delle procedure.

Alla luce delle sopra richiamate considerazioni, questa Amministrazione si è dotata di un sistema di gestione interamente informatizzata delle procedure di gara, al fine di gestire con sicurezza le gare d’appalto telematiche ed introdurre negli iter procedurali della P.A. un alto livello di innovazione e informatizzazione, con l’immediata conseguenza di un aumento della qualità di servizi.

Questa Stazione Appaltante è, pertanto, pienamente operativa ed in grado di gestire tutte le attività in materia all’interno della Regione Campania, di concerto con gli Uffici Territoriali di Governo, in sinergia con gli Enti Locali deleganti,  interessati al raggiungimento degli obiettivi di trasparenza e legalità di cui alla sopracitata legge 136/2010.


 

 

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